Lawrence Carroll: "Ho conservato quest’idea per molti anni, l’idea di gelare qualcosa e tenerlo sospeso per un momento, con la possibilità che potesse riscendere e tornare alla vita, differentemente, ancora una volta".


“Off-white colour", per Carroll "neutro non-colore
portatore di memorie", il bianco intonaco sulla tela nelle sue molteplici
sovrapposizioni dà all’artista la possibilità di azzerare e sommare strato su strato, di coprire e
lasciar trasparire, di sospendere nella glaciazione indeterminata e dissolvere
allo stesso tempo la medesima perpetuandone, sommersa e velata, la sua trama di vita. Nel video che filma la creazione dell'opera, mani si immergono in quella vasca,
divengono della patina assiderante dei ghiacci artici. Carroll evoca qui le idee di genesi e glaciazione: tenere
qualcosa immobilizzato in una luce addensante e opaca, soffusa d’un livore come
di bruciature di gelo, tenerlo sospeso per un tempo indefinito con la
possibilità che possa tornare allo stadio precedente, e, ancora prima, più
indietro, a uno stadio originario di creazione; quasi si volesse ripercorrere a ritroso dalla genesi d’una prima
età glaciale sulla terra il processo inverso di sommovimento degli oceani e delle masse
solide nelle interne circonvoluzioni e spostamenti dei pianeti, nei grandi cambiamenti climatici, in un bagno di fuoco e lava magmatica che come per i grandi cataclismi sopraggiunse nel passaggio da un'era all'altra sulla terra. In fasi alterne e cicliche lì a costituire e liquefare i blocchi antartici millenari fino a trasformare completamente il paesaggio terrestre esistente.
Le mani dell’artista si immergono nella coltre ghiacciata sovrastante la tela, muovono queste acque raggelanti al tatto
fino al loro trasmutarsi in corpo e alone di ghiaccio con zone di
intensificazione o slittamento dove l’acqua scivola in rigagnoli sotterranei, in trame intessute sulla superficie assiderante d'una tela-ragnatela monocroma.
Goccia a goccia ora si muove sul fondo
dell’immagine-video oscurata: piccole gocce d'acqua all’ improvviso tintinnano nell’oscurità divendo tic-tac, coaguli di pioggia appena udibile,
gocce cedute alla pioggia, rimbalzo d'un battito ritmico, regolare e appena accennato
al suolo. Un gorgoglio d’acqua scorre e
si ode divenire più chiaro, forte e nitido attraverso la corteccia immobile e
spessa del ghiaccio, partendo da una fessura, da una zona di cedimento appena
visibile della medesima, di lacerazione dove la pioggia si insinua e compie
lentamente, il suo lavorio lento e graduale di liquefazione, di dissolvimento
dei solidi raggelanti .
Acqua sgorgante, spring water, fonte di vita
appare come un piccolo gorgoglio zampillante verso l’alto nell’oscurità. Mani si snodano da quella vasca immobile,
articolazioni cominciano a muoversi, a
far saltare in aria i gettiti d'acqua zampillanti di vita. Battito di gocce
nell’oscurità, primi passi di qualcosa che si muove, non visto, appena udibile,
vagamente tintinnante e incerto nel buio all'albore di un suo nascere o al
momento di un suo ritorno alla vita.
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